giovedì 2 ottobre 2008

IRAN/AYATOLLAH: DONNE SENZA VELO PEGGIO DELL'AIDS

Sulla questione femminile è in corso una pesante escalation da parte dei custodi della Rivoluzione iraniana. L’ayatollah Seyyed Ahmad Elm al Hoda, guida della preghiera del venerdì di Mashad, la città più santa dell’Iran meta di milioni di pellegrini in visita al mausoleo dell’imam Reza, ha definito le donne che non indossano il velo come “fanterie del nemico” e come un male “peggiore dell’Aids”. “L’Occidente ha testato la sua ‘rivoluzione morbida’ in Georgia e Ucraina, perchè vuole metterla in pratica anche nel nostro paese - ha detto Elm al Hoda -. Diffondendo la prostituzione e incoraggiando le donne a non rispettare l’obbligo del hijab, il nemico vuole allontanarci da Allah. (Fonte: "Liberali per Israele")
Le donne senza il velo e le ‘malvelate’ sono la fanteria del nemico, anzi sono veri e propri siluri lanciati per affondare la Repubblica Islamica”, ha aggiunto Elm al Hoda che ha invitato il governo “ad abbandonare gesti democratici”. “Le donne senza il velo - ha concluso - sono un virus peggiore dell’Aids”. “Le atlete iraniane non devono più andare in trasferta all’estero” aveva detto l’ayatollah. Per al Hoda “è in gioco l’onore della fede, del paese e degli uomini” iraniani che “devono reagire e difendere l’onorabilità delle proprie donne, protestando contro questi atti disonorevoli. Non si può - ha aggiunto il religioso - mettere in gioco in nome dello sport la dignità del paese e far sfilare davanti agli occhi indiscreti degli stranieri persone che rappresentano il nostro onore”.

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